Storia di Alice Costa

Ciao, sono Alice e la mia è la storia di una diagnosi tardiva che mi ha portato ad amare la mia dislessia.

Ero in prima elementare quando ho iniziato in maniera del tutto inconsapevole ad usare strategie per arrivare laddove arrivavano gli altri utilizzando modi totalmente diversi.

“La balena Bea balla nel mare blu” è stata infatti la prima strategia che ho messo in atto quando tutti avevano già imparato a leggere e invece io no.

Me lo ricordo ancora bene quel pomeriggio a casa di mia nonna, quando senza pensarci troppo ho tirato fuori dallo zaino il libro e sono andata decisa alla pagina dedicata alla lettera B: era l’ultima lettera di cui dovevano leggere la piccola frase corrispondente.

Sapevo che l’indomani, come ogni mattina, la maestra avrebbe chiesto di leggerla ognuno per conto proprio e di alzare la maano appena avessimo finito.

Come ogni mattina sapevo che non avrei neanche fatto in tempo a trovare la pagina mentre la maggior parte dei miei compagni fremeva sulla propria sedia con la mano alzata verso gli altissimi soffitti.

Sapevo che come ogni mattina li avrei guardati con tanta invidia e allora ho cercato la pagina, ho chiesto a mia mamma cosa ci fosse scritto e come una filastrocca ho ripetuto quella frase fino al mattino dopo: “La balena Bea balla nel mare blu”.

Arrivata in classe il mattino dopo ero così sicura di me, che senza neanche aprire il libro ho alzato la mano fiera di poter dire a gran voce che quella mattina, a modo mio, ce l’avevo fatta e che quella mattina la balena Bea ballava nel mare Blu.

La mia diagnosi è arrivata esattamente 8 anni dopo, al liceo.

Se prima di quel momento è stata una lotta continua per cercare di rimanere a galla, per dimostrare che nonostante i pessimi risultati da parte mia ci fosse un impegno più grande di me, arrivata la diagnosi è iniziata la lotta.

Da quel momento è iniziata la lotta vera, contro l’ignoranza di chi in realtà, visto il ruolo che ricopre, dovrebbe essere competente e contro gli stereotipi di chi pensa di saperne qualcosa perché ne ha sentito parlare al Bar.