Storia di Antonio Messina

Avete mai pensato di essere stupidi?
Io sì, per ben 21 anni. Ma partiamo dall’inizio.

Mi chiamo Antonio, ho 31 anni, sono un ragazzo siciliano che è cresciuto tra il mare e i boschi dell’Etna, che ha avuto un’ infanzia felice e spensierata.

Da quando ho memoria la cosa che mi è sempre riuscita bene e soprattutto con naturalezza è disegnare. Disegnavo a casa, quando ero in macchina con i miei, a scuola,…lo so che sarei dovuto stare attento alle lezioni ma io non capivo quasi nulla.

Passavo le mie giornate a stare in punizione o dietro la lavagna o fuori dalla classe. Ogni giorno una nota sul diario da far firmare, ogni giorno per me stare in classe era un incubo.

Iniziarono anche disturbi fisici legati al mio nervosismo e passai parte della mia infanzia consultando medici.

Gli anni passavano, io crescevo ed insieme a me anche i miei problemi a scuola.

Ricordo quando l’insegnante chiese ad ogni alunno cosa avrebbe voluto fare da grande, io risposi che sarei diventato un architetto, avevo solo 13 anni ma avevo le idee molto chiare.

Lei per tutta risposta mi disse che non lo sarei mai diventato, non ero abbastanza intelligente né sveglio.

Continuarono a passare gli anni, io diventavo sempre più introverso.

Quando sono arrivato al liceo, mi sentivo come se stessi sul fronte, ma in qualche modo l’ho superato.

Il liceo artistico è stato per me una bella fase: potevo esprimere me stesso, materie scientifiche a parte, finalmente erano finite le letture in piedi di fronte la classe e i fastidiosi dettati. Sono riuscito a diplomarmi con il secondo voto più alto dell’istituto, 97/100, ma sono stato penalizzato perché a detta della commissione non riuscivo ad esprimere bene i concetti, pazienza.

Così sono arrivato all’università di architettura.

Lì il carico di studio era pazzesco ma non mi spaventava studiare. La mia vita sociale era pari a zero, per stare al passo con i miei colleghi dovevo studiare il triplo del tempo rispetto a loro.

Le cose però non andavano bene, avevo non poche difficoltà. Allora cercai su Google metodi per memorizzare.

Mi sentivo stupido perché leggevo e non ricordavo nulla o quasi, non riuscivo a memorizzare quasi mai le cose, allora iniziarono le crisi.

Non ho mai pensato di abbandonare, non è da me, ma dovevo risolvere.

Allora una sera mentre faccio ricerche su Google per trovare nuovi metodi per memorizzare, non so come, si apre una pagina, parlava di dislessia, iniziai a leggere, mi riconobbi subito in molte di quelle cose, dalle più apparentemente banali come difficoltà ad allacciarsi le scarpe, scarso senso dell’orientamento, lettere invertite, difficoltà con la lettura e con l’inglese, ecc…più leggevo, più riconoscevo parte di me.

Parlai con il mio medico e successivamente feci i test. Risultato? Dislessia, discalculia, disortografia, disgrafia.

Per la prima volta in vita mia non mi sentivo più stupido.

Iniziai a leggere libri sull’argomento, molti personaggi come da Disney a Da Vinci erano come me. Mi si era aperto un mondo. Affrontai l’università in modo diverso e più sereno.

Mi misi pure a fare teatro e dizione per affrontare le mie paure di parlare in pubblico e migliorare le proprietà di linguaggio. Insomma iniziai ad affrontare una per una le mie paure.

Finalmente poi è arrivato il giorno più bello della mia vita.

Ricordo ancora l’emozione per un risultato tanto desiderato, sudato, spesso insperato, la laurea.

La mia vita in generale era migliorata tantissimo da quando avevo saputo di non essere solo ma in compagnia della dislessia. Un dono.

Oggi a 31 anni sono un architetto, mi occupo di interior design e non per vantarmi ma sono bravo in quello che faccio.

Ho aperto uno studio per conto mio e ciò mi permette di viaggiare tantissimo più volte l’anno.

A parte le mie difficoltà con l’inglese riesco a farmi capire dalla Thailandia all’Australia.

Oggi sono felice. Realizzato. Con tanta voglia di fare e di imparare ogni giorno.

Spesso quando parlo con la gente incespico con la lingua ma ci rido su e vado avanti. Faccio i conti con le dita, la gente mi guarda stranita , ma chi se ne frega, la mia mente lavora per immagini, sono un creativo, i conti li lascio fare alla calcolatrice quando le dita non bastano.

Se tu vuoi una cosa lavora duramente per ottenerla, non spaventarti dei sacrifici che dovrai fare, alla fine la vita è una gara solamente con te stesso.