Storia di Cristina Favaro e suo figlio

Sono Cristina, mamma di Samuele un bambino di 9 anni che frequenta la classe quarta primaria.

Samuele ha un gemello, Edoardo.

Dopo aver frequentato con tranquillità la scuola materna, è iniziata una nuova avventura: la scuola primaria.

Sono consapevole che i paragoni non si devono fare, perché ogni bambino è unico, ma io non sono riuscita a non farli.

Già a novembre della prima elementare, dopo solo pochi mesi dall’inizio della scuola, tra Samuele ed Edoardo la differenza era abissale, era evidente che Samuele avesse delle difficoltà.

Ne ho parlato subito con le insegnanti, che mi hanno invitato a non essere precipitosa.

Alla fine della prima elementare con le insegnanti, soprattutto con l’insegnante di italiano, avevamo concordato che, se Samuele all’inizio della seconda avesse avuto gli stessi ostacoli, avremmo optato per i BES in attesa della diagnosi.

A settembre ovviamente nulla era cambiato e Samuele ha avuto il suo BES.

È stata una grande conquista per me, perché era la conferma che non ero pazza.

Durante la seconda elementare e parte della terza, Samuele ha fatto un percorso con la psicomotricista per migliorare l’attenzione e anche la psicomotricità fine.

I risultati sono stati evidenti già nei primi mesi e c’è stato un ottimo lavoro di equipe tra le insegnanti.

La psicologa ha diagnosticato la dislessia, disgrafia e disortografia a Samuele e la psicomotricista continuava a seguirlo.

Tutti avevamo un obiettivo in comune: la serenità di Samuele.

Samuele è un bambino sereno, consapevole del suo disturbo, frequenta la scuola con giudizio e gli piace andarci!!

Sono consapevole di averlo “stressato” con le sedute dalla psicomotricista, con gli esercizi a casa per imparare ad usare gli strumenti compensativi, ma per me

era ed è importante che lui non si senta inferiore ai suoi compagni di classe, ha solo bisogno di un modo alternativo di imparare.

Tra qualche anno dovrà decidere cosa fare da grande ed è mio dovere di genitore cercare di dargli tutto il supporto e l’aiuto che necessita per imparare e soprattutto è un suo diritto.

Con le insegnanti non è stato e non è ancora oggi tutto rose e fiori.

Più volte mi sono scontrata con loro perché non veniva rispettato il PDP di Samuele, perché i libri nella versione on line erano pessimi e non erano di aiuto per raggiungere l’autonomia tanto desiderata.

Quest’anno sembra che siamo partiti con il piede giusto, incrociamo le dita!