Storia di Elisa Begalli

Ciao a tutti, mi chiamo Elisa Begalli, sono Dislessica, Discalculica e  Disortografia.

Quando ero piccola, alle elementari, sembravo una bimba come le altre però avevo un difetto: non parlavo con gli altri bambini.

Da lì le maestre e i miei genitori si sono iniziati a preoccupare, pensando che ci fosse qualcosa di non chiaro nel mio comportamento.

Hanno iniziato a farmi visitare da psicologi e medici. Ho fatto arteterapia e psicomotricità fino alla fine delle scuole medie.

All’inizio delle scuole medie, visto che il mio problema non era chiaro a nessuno degli specialisti da cui ero stata visitato, mi è stata assegnata la legge 104.

Mi sono stati affiancati molti insegnanti di sostegno e l’ultimo anno delle medie ne ho cambiato uno a settimana.

All’inizio delle scuole superiori mi sono rifiutata di avere un’altra insegnante di sostegno perché pensavo che, visto che alle medie era stato un inferno ed ero spesso presa in giro per la mia “diversità”, fosse meglio non aver una o un insegnante, figura che avrebbe sicuramente accentuato questa mia difficoltà.

In prima superiore sono stata bocciata, ho ripetuto la l’anno e l’ho superato.

Sono passata in seconda superiore e mi hanno bocciato.
Un’insegnante (davanti a mia mamma) mi disse che non rispettavo lo standard che quella scuola aveva, che volevano gente che studiasse e che non mi sarebbe stato più permesso di iscrivermi nello stesso istituto.

Dopo una batosta simile a casa l’atmosfera era nera perché pensavano fossi io a non impegnarmi e a non studiare.

È stata dura. Mi sentivo sola contro il mondo.

Decisi di cambiare scuola e indirizzo, dopo tanta fatica ripartii da zero dalla prima e non dalla seconda superiore.

Mio papà non mi parlò più per un anno, anche se portavo a casa voti alti come 7, 8 o 9.

Poi quando alla fine ho iniziato a soffrire di bulimia nervosa (vomitavo ad un’ora precisa, di mattina piangevo mentre il pomeriggio ero iperattiva e non mangiavo più niente) lo raccontai a papà e ogni giorno, mi accompagnava a scuola e controllava che stessi meglio.

Passai il primo anno con difficoltà ma poi hanno chiuso la scuola perché lo Stato non aveva più fondi per tenerla aperta e mi spostarono in un’altra dove le classi non erano da 15 persone bensì da trenta e fui bocciata di nuovo.

Dopo “incazzature”, pianti e odio per il mondo (traduzione per depressione e problemi fisici), risposi male alla mia insegnante di inglese, che pensava che io non studiassi o non facessi mai i compiti a casa.

Ma non era un problema mio, del fatto che non studiassi. Dipendeva dal fatto che non ce la facevo fisicamente. L’insegnante si preoccupò, perché mi aveva avuto anche l’anno prima e sono sempre stata rispettosa e tranquilla, mi ha fatto andare alla lavagna e ha capito che c’era un problema di fondo e mi ha mandato al palazzo della sanità a fare i test.

I miei non accettarono subito la cosa, ma con pazienza mia mamma decise di fare il test in modo da togliere ogni dubbio.

Lei stessa mi accompagnò, feci così pena alla psicologa che organizzò un team per persone adulte (perché dove mi hanno mandato facevano esami solo ai minorenni) e in 5 giorni abbiamo fatto gli esami. Dopo poco tempo mi hanno fatto raggiungere la sede per i risultati.

Dopo aver pianto, urlato e sofferto perché non mi sembrava di essere ascoltata e di avere un muro davanti, successe che mi disse (la psicologa) che non avevo solo la dislessia, ma anche la discalculia e la disortografia.

Si è fermato tutto in quel momento. Sentivo la psicologa che parlava ma non riuscivo a respirare e la mia mente non voleva ascoltare altro.

A 21 anni ho scoperto di avere il DSA.

Adesso, a tutte le persone che una volta mi prendevano in giro o che erano ingiuste con me, sorrido e so di essere unica come ogni essere umano.

Ora, a breve pubblicherò un libro mio su Amazon e sono orgogliosa della donna che sono diventata.

Ho sofferto e pianto ma ora dopo 7 anni sono riuscita a rialzarmi e a dare un senso alla mia vita.

un saluto Elisa