Storia di Francesca Prete

Mi chiamo Francesca e sono la mamma di Pietro, 13 anni.

La scuola elementare è stata costellata di

“È intelligente ma svogliato, distratto, guascone”.

In terza elementare ho notato delle difficoltà oggettive in Pietro: non leggeva l’orologio, non sapeva farsi il nodo alle scarpe, a tavola in difficoltà con coltello e forchetta.

Così ho notato due cose ancora più evidenti: scriveva solo in stampato a tratti illeggibile e le tabelline erano un dramma.

Ho fatto subito presente tutto questo alle insegnanti che invece mi tranquillizzavano dicendo che erano mie paranoie da maestra (io sono un’educatrice).

Arriviamo alle medie e ai primi colloqui mi parlavano di attacchi d’ansia alle interrogazioni, una difficoltà preoccupante nella pianificazione del discorso  e in matematica era un disastro.

Da lì è iniziato un percorso doloroso e difficile. Per noi genitori perché non capivamo. Per lui perché completamente spaesato, continuamente sotto esame tra test e quant’altro.

Dislessia, discalculia, disortografia…E lì abbiamo dovuto fare un grandissimo lavoro per aiutare Pietro che è sprofondato nel buco nero della non accettazione.

Siamo ancora lontani dall’autonomia e dalla serenità ma

adesso è consapevole di avere semplicemente una difficoltà.

Deve solo innamorarsi dei suoi strumenti compensativi. Siamo a volte disorientati ma abbiamo il supporto di un’ottima insegnante e di una bravissima psicopedagogista.

Sempre propensi al confronto. Sempre lì per Pietro