Storia di Laura Gobbato

Mi chiamo Laura e sono in quarto superiore.

Ho scoperto di essere discalculica a dicembre del secondo liceo.

La mia storia inizia alle elementari, dove avevo ottimi voti in tutte le materie eccetto una: matematica.

Ero una frana nei calcoli, non riuscivo a risolvere un problema, nè di logica nè di aritmetica.

Le tabelline sono state un incubo da imparare, ma grazie alla fatica e alla pazienza dei miei genitori potevo dirmi soddisfatta.

Il mio incubo peggiore erano le invalsi e i problemi di geometria, non riuscivo proprio a venirne a capo.

La mia maestra di matematica si insospettì e decise di farmi fare degli esami interni nella scuola per sapere se fossi discalculica.

Non risultai DSA e la mia carriera scolastica proseguí a gonfie vele anche alle medie, dove la mia unica difficoltà restava sempre matematica.

Decisi di iscrivermi al liceo classico e qui è iniziato il mio inferno.

Nonostante io studiassi ore, non riuscivo ad arrivare alla sufficienza in nessuna materia.

I miei compagni avevano delle medie altissime e i professori mi avevano inquadrato come una che non studiava.

Mi disperai, cominciai a pensare di essere stupida, piangevo quasi tutti i giorni.

Allora, mi decisi ad andare dalla psicologa della scuola.

Dopo un paio di incontri le venne il sospetto, così andai a fare i test. Risultai discalculica.

Scoprii che la mia memoria lavorava diversamente da quella dei miei compagni e che ci sono materie, come inglese, dove noi DSA siamo più in difficoltà.

Pensai che una parte di me lo aveva sempre saputo che c’era qualcosa che non andava.

Ero comunque felice, scoprii di essere anche più intelligente di quello che pensavo e che finalmente avrei potuto usufruire degli strumenti di cui avevo bisogno.

Alcuni insegnati faticano ancora ad accettare la cosa perchè pensano che avendo gli schemi, io copi.
Altri si sono mostrati molto disponibili ad aiutarmi.

Vorrei ringraziare soprattutto i miei genitori per il supporto che mi danno e le mie meravigliose amiche che non mi hanno mai abbandonata e mi hanno sempre accettata per come sono.