Storia di Lucia Speciale

Ciao a tutti mi chiamo Lucia. In questo articolo vi racconterò la mia storia.

Sono nata a Roma il 21 marzo 1998.

Mia madre mi racconta che i miei progressi verbali erano molto promettenti, mentre dal punto di vista motorio, avevo un po’ di difficoltà nel camminare (non ho mai gattonato e a quattordici mesi cadevo abbastanza spesso).

Per questioni di lavoro di mio padre quando avevo quattro anni e mezzo, ci siamo trasferiti in Brianza. Qui ho iniziato a frequentare la scuola elementare: come tutti i bimbi fui molto entusiasta di iniziare le elementari ma non sapevo cosa mi aspettasse…

La mia maestra delle elementari verso la fine del primo quadrimestre sospettò che in me c’era qualcosa che non andava : scrivevo al contrario e facevo fatica nonostante tutti gli esercizi che ci davano per casa!!!

Anche la lentezza era una mia caratteristica.

Allora ai miei fu suggerito di portarmi in vari centri specializzati e risultò che io avevo problemi visuospaziali, nella coordinazione motoria e oculomanuale.

Facevo molta fatica però la maestra diceva ai miei che ero una stacanovista.

Io ovviamente ho vissuto nella mia spensieratezza, al contrario dei miei, che all’ inizio furono sconvolti e preoccupati, così si attivarono subito per ammortizzare la situazione: mi fecero fare degli incontri in diversi centri dove facevo degli esercizi per migliorare il problem solving e la propriocezione.

Ebbi la sensazione che le cose andavano meglio, quando in terza elementare arrivò la maestra di sostegno: non scrivevo più al contrario, eccetto qualche lettera, però purtroppo sbagliavo le doppie e confondevo ancora alcuni numeri come ad es. il 6 con il 9.

Mentre a scuola mi seguiva l’insegnante di sostegno, a casa c’erano i miei, soprattutto mamma, che fortunatamente è insegnante, anche se all’inizio non era preparata a questo tipo di problemi perché purtroppo solo in tempi più recenti la scuola italiana si è attivata un po’ di più per organizzare corsi di aggiornamento per tutti gli insegnanti su queste problematiche. Quindi si è documentata e ha fatto corsi sulla dislessia e altri tipi di disabilità.

A casa si divisero così i lavori: mia mamma mi seguiva nelle materie umanistiche, mio padre nelle materie scientifiche.

Alla fine della quarta ci siamo dovuti trasferire ancora, sempre a causa del lavoro di mio padre e siamo ritornati a Roma.

In quinta elementare c’erano le elezioni politiche e tutti i miei compagni iniziarono a dire: “i miei votano questo”, “i miei votano quest’altro” etc… Allora iniziai a chiedere più spiegazioni e mio padre mi spiegò le varie dinamiche e come si svolgevano le elezioni.

Mi disse: “Gli adulti vanno nella tua scuola dove danno un foglio bianco dove mettere una croce per scegliere altre persone che rappresenteranno i cittadini e proporranno le leggi”.

Ad una mia cugina dissi: “Metti la croce su quel candidato, perché gli altri sono cattivi”. Tutti si misero a ridere.

Dopo quell’anno ho iniziato a seguire il telegiornale e piano piano, guardando i dibattiti politici che vedevano i miei in tv,

mi sono appassionata di politica.

Quando iniziai le medie non fui molto entusiasta perché, come temevo le cose iniziarono ad essere più difficili a tutti i livelli!!!

A livello scolastico dovetti memorizzare materie complicate, mentre a quello relazionale ci furono lati positivi e negativi.

Mi feci un’amica, Elena che era una bambina, anche lei con problemi di apprendimento, meno matura di me ma molto simpatica.

Però mi feci anche parecchi nemici perchè non sopportavo che gli altri mi vedevano “inferiore” a loro solo perché avevo l’insegnante di sostegno e per il semplice motivo che durante le gite non c’era quel clima tranquillo del tipo: “faccio una passeggiata insieme loro e chiacchieriamo” ma quello di: “teniamola d’occhio altrimenti si perde”. Infatti una volta, presa dall’ira, quando ci lasciarono soli per andare a fare un giretto, io li seminai.

Queste situazioni le trovai molto discriminatorie e ho sofferto parecchio.

All’ esame negli scritti presi voti abbastanza buoni, anche per merito degli strumenti compensativi, mentre all’orale presi 10!!! E come voto finale presi 8: ero contentissima!!!

Dopo fortunatamente ritornai a Milano per fare le superiori, però stavolta al contrario delle medie ero molto entusiasta perché avevo ben chiare le caratteristiche che doveva avere la mia prossima scuola: doveva esserci assolutamente la materia diritto, non doveva avere tanta matematica e non più di una lingua straniera.

Allora presi all’inizio il liceo delle scienze umane. Poi visto che facevo molta fatica per prendere un 6 e l’insegnante di sostegno anziché aiutarmi mi scoraggiava, cambiai indirizzo e al secondo anno passai a un Istituto Professionale.

Questo cambiamento lo sentivo come una sconfitta.

I miei dovettero battagliare più volte per far rispettare i miei diritti.

Mentre gli insegnanti erano molto perplessi o addirittura mi scoraggiavano quando dicevo che volevo proseguire gli studi con Giurisprudenza quinquennale, in compenso però avevo incontrato una professoressa, la prof. Maj di diritto, che fin dall’inizio aveva creduto in me.

Al di là dei loro pensieri io andavo palesemente molto bene in diritto ed ero sempre più convinta che ce l’avrei fatta.

Addirittura mi è stato raccontato un episodio molto simpatico: era avvenuto tra il preside e la prof. Maj, dove il preside si domandava perché in quella materia avessi avuto un voto così alto e la professoressa disse che io ero portata per il diritto; il preside era incredulo, così dopo qualche giorno è piombato in classe e mi ha interrogato: “Cosa c’è scritto nel codice quando lo stesso numero si ripete?” Io ho risposto “bis” e pensai tra me e me… Troppo facile come domanda!!!

Un’altra soddisfazione fu quella dell’uscita didattica alla giunta regionale di Milano, con la prof di diritto.

Ci dovevamo preparare delle domande, ma la maggior parte dei miei compagni di classe copiava le mie. Ma soprattutto la prof mi diede l’incarico di studiarmi prima la nuova legge, e poi di trovare delle domande. Alcune di queste erano un po’ provocatorie, al punto che nel bel mezzo dell’incontro, il consigliere mi guardò malissimo e io mi sono sentita lusingata perché avevo colto nel segno. Anche la prof mi disse che avevo fatto un ottimo lavoro.

Al 4° anno ho fatto il tirocinio in una fattoria (http://www.alisei.tv/news/73-sfruttamento-assurdo.html), dove ho visto una situazione lavorativa che mi ha talmente colpito che avevo deciso di farne argomento della tesina. Mi sarei concentrata molto sulla parte giuridica/psicologica: lo sfruttamento del lavoro nero. 

Ho concluso il mio percorso delle superiori con 70!!! Per me è stato il giorno più bello della mia vita.

Finalmente dopo l’inferno è arrivato il paradiso!!! Ora potevo finalmente esprimere la mia essenza e il mio valore!!!

Quell’estate ho mandato una lettera al neo movimento Possibile dove, dopo aver fatto una premessa, chiedevo di partecipare al politic-camp: un seminario per la  discussione di diversi temi.

La mia lettera è piaciuta così tanto che hanno deciso di pubblicarla!!! (https://www.possibile.com/il-manifesto-di-lucia/)

Finite le vacanze iniziai l’Università e subito ottenni un apprezzamento da una docente che mi disse che sono determinata, portata e ho tanta forza di volontà.

Successivamente iniziai a frequentare la CGIL dove c’era un concorso per il coworking e lo vinsi.

Lì mi proposero di scrivere un articolo, che feci sui rider. L’articolo è stato pubblicato su “Monza Brianza News” (https://www.mbnews.it/2019/10/riders-cgil-mb-diritti-sindacali-precarieta/).

Attualmente faccio il terzo anno e sono in linea con gli esami.