Storia di A.B.

Ho scoperto di avere i DSA già dalle medie perché nei compiti di italiano facevo tantissimi errori ortografici, leggevo male e in matematica scambiavo i numeri.

Da lì sono andata da varie logopediste e mi hanno detto di essere dislessica.

Avevo 12 o 13 anni.

Gli episodi che ho vissuto a scuola in relazione alla dislessia sono stati tutti negativi perché le professoresse pensavano che non mi impegnassi e che non volessi studiare, ma sopratutto mi indicavo indirizzi delle superiori in cui si faceva poco o nulla.

Quando ho detto di essere dislessica si sono calmate e non hanno più fatto queste considerazioni, anche se sono comunque rimaste poco informate e incompetenti.

In questi anni i miei genitori mi hanno aiutata moltissimo.

I miei compagni di classe intanto continuavano a pensare che io fossi facilitata o mi guardavano storto.

La dislessia però non mi ha impedito di fare niente: ho studiato anche materie difficili tipo chimica analitica o ad esempio organica e ce l’ho fatta tranquillamente.

Ancora non so cosa farò in futuro, ma vorrei iscrivermi all’università di infermieristica o economia.

Credo che chi ancora non convive serenamente con questa sua caratteristica deve tenere presente questo: si può arrivare ovunque, basta non abbattersi.

Anche se ci sono ostacoli nulla è impossibile, basta impegnarsi e credere in se stessi anche se le persone ti svalutano.